Aprica con il cane: guida definitiva nelle 4 stagioni
C’è un momento, ad Aprica, in cui la nebbia estiva scende lenta tra le case e il paese sembra sospeso — silenzioso, quasi irreale. È in quei momenti che capisco perché continuo a tornarci da quando ero bambina. Aprica con il cane, in Valtellina, provincia di Sondrio, è una delle mete che conosco meglio: non solo per le vacanze passate qui negli anni, ma perché io e Andrea abbiamo una casetta con roulotte proprio al Camping Aprica, la nostra base fissa quando saliamo con Ciocia e Kiko.

Con questo articolo apriamo una nuova serie dedicata interamente ad Aprica: nelle prossime settimane vi porteremo al Camping, a Pian di Gembro, sul percorso di Trivigno e sulla cabinovia della Magnolta. Oggi però partiamo con una panoramica generale, per capire perché — e come — vivere Aprica con il cane in ogni stagione dell’anno.
Il borgo di Aprica con il cane

Il centro di Aprica ha una scala a misura di chi viaggia con un cane: niente grandi folle da schivare a ogni angolo (fuori stagione, almeno — ne parliamo tra poco), tetti in pietra e legno che si affacciano sulle montagne, un’atmosfera raccolta che invita alla passeggiata lenta. È il tipo di paese che si scopre bene a piedi, guinzaglio in mano, senza fretta.
Aprica d’estate

D’estate Aprica si accende di verde. Nel centro del paese scorre un torrente che costeggia i muretti in pietra — quello della foto, purtroppo, scorre qualche metro sotto il livello della strada e Ciocia non è riuscita a raggiungerlo. Ma non è un problema: in altri punti del paese ci sono ruscelli più accessibili dove lei si tuffa senza pensarci due volte, fedele alla sua fama di amante dell’acqua.

Appena fuori dal centro, i prati si popolano di mucche al pascolo — uno scorcio di vita alpina autentica che ripaga ogni passeggiata. E gli impianti di risalita, che d’inverno portano gli sciatori in quota, d’estate diventano sentieri verdi tra i boschi, aperti a chi vuole semplicemente camminare.

Poco sopra Aprica, a Trivigno, c’è un grande abete solitario che fotografo ogni volta che passo di lì, in ogni stagione. È un luogo a cui sono legata per un motivo personale: era il posto preferito di una persona a me molto cara.
Una nota pratica: se cercate tranquillità, evitate se potete agosto e le vacanze di Natale/inizio gennaio — sono i periodi di massima affluenza turistica, e il paese (comprese le aree dog-friendly) si riempie parecchio.
Aprica d’inverno

Lo stesso abete, in inverno, racconta una storia completamente diversa: rami carichi di neve, luce fredda e tersa. È forse la dimostrazione più semplice ed efficace che Aprica non è “una meta invernale” o “una meta estiva” — è una meta che vive, a modo suo, in ogni stagione.

Le passeggiate sulla neve fresca con i cani hanno un fascino diverso da tutto il resto: il silenzio ovattato, il freddo pungente, il muso di Ciocia che si infila curioso tra i cumuli. Anche qui, come per l’estate, dicembre-gennaio (soprattutto le vacanze di Natale) sono i periodi più affollati.
Regole per i cani ad Aprica
Buone notizie per chi vuole andare ad Aprica con il cane sul fronte normativo: la Regione Lombardia, con la Legge Regionale 33/2009 (art. 121 bis), garantisce ai cani accompagnati e al guinzaglio il libero accesso alle aree pubbliche, compresi giardini e parchi — con l’unico obbligo di guinzaglio e raccolta delle deiezioni. Nessuna restrizione critica da segnalare, a differenza di quanto avevamo trovato per altre regioni.
Per gli impianti di risalita, invece, un’esperienza diretta: la scorsa settimana siamo saliti sulla cabinovia della Magnoltacon Ciocia e Kiko (ve ne abbiamo mostrato un assaggio anche in un reel). Il biglietto andata/ritorno costa 14€ a persona; ai cani è stato chiesto un contributo di 1€ a tratta, quindi 2€ a testa per l’andata e ritorno — nel nostro caso, in famiglia, 32€ in totale per 2 persone e 2 cani. Guinzaglio obbligatorio. Consigliamo comunque di verificare eventuali variazioni tariffarie chiamando direttamente gli impianti prima di salire.
Cosa vi aspetta nella serie

Questo è solo l’inizio. Nelle prossime settimane vi racconteremo il Camping Aprica, dove Kiko qui sopra si sta godendo un momento di relax nella nostra casetta; il Pian di Gembro; il percorso di Trivigno, con la sua storia più intima; e la cabinovia della Magnolta, questa volta raccontata in ogni dettaglio.
Restate con noi.


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