Pohorje con il cane è probabilmente l’esperienza che ci ha sorprese di più di questo viaggio in Slovenia. Quando abbiamo prenotato una settimana all’Hotel Bolfenk, sul Pohorje, non sapevamo bene cosa aspettarci. Sapevamo solo che era vicino a Maribor, che era montagna, e che — soprattutto — non era uno di quei posti che si trovano già pieni di foto e recensioni quando li cerchi su Google. Come sempre, niente itinerario già scritto da seguire passo passo, ma solo una bozza, un’idea di viaggio da costruire insieme — io, Andrea, Ciocia e Kiko — e una settimana da inventare giorno per giorno.
Era agosto 2022 e dopo ore di macchina la vista che si è aperta arrivando in quota ci ha subito tolto ogni dubbio: boschi di conifere a perdita d’occhio, l’aria già diversa, più leggera e quel silenzio che si sente solo in montagna, quando il rumore della strada resta finalmente indietro. Ciocia aveva già il muso fuori dal finestrino da un’ora. Kiko, manco a dirlo, ha accolto l’arrivo con i suoi classici abbai di approvazione — o protesta, con lui non si sa mai con certezza.
Il Pohorje non è il genere di posto che ti aspetti di trovare quando pensi “vacanza in Slovenia con il cane”: niente lago fotogenico, niente castello da cartolina. È un massiccio montuoso che si distende sopra Maribor, fatto di boschi densi, prati e qualche chiesetta bianca tra gli alberi. Esattamente il tipo di posto che, una volta scoperto, vorresti tenere un po’ per te — ma che raccontiamo qui volentieri, perché chi viaggia con un cane e cerca silenzio più che vetrine merita di saperlo.
Il Pohorje con il cane: dove siamo, in pratica
Il Pohorje è un massiccio montuoso nella Slovenia nord-orientale, che si alza proprio sopra Maribor, la seconda città del paese. Non aspettatevi vette aguzze o panorami alpini in stile Dolomiti: qui il paesaggio è più dolce, fatto di foreste fitte di conifere, prati che si aprono all’improvviso e qualche cima che arriva poco oltre i 1500 metri. È una meta nota soprattutto agli sloveni — d’inverno per lo sci, d’estate per chi cerca trekking, mountain bike o semplicemente un po’ di fresco lontano dalla pianura.
Per chi arriva dall’Italia, il Pohorje è raggiungibile comodamente in auto: da Maribor bastano pochi minuti di strada per cominciare a salire di quota, oppure — come abbiamo testato noi — si può prendere la cabinovia che parte dalla periferia della città e arriva direttamente in zona, con una vista pazzesca sulla pianura sottostante.
La parte che ci interessa di più, però, è che il Pohorje è perfetto per chi viaggia con il cane: sentieri nel bosco ombreggiato anche in piena estate, pochissimo traffico e quella sensazione di avere la montagna quasi tutta per sé.
Dove abbiamo dormito: Hotel Bolfenk

Per la base della settimana abbiamo scelto l’Hotel Bolfenk, proprio nel cuore del Pohorje. La camera era in puro stile montagna — tanto legno chiaro, un grande balcone con vista sul bosco — il tipo di stanza in cui ti viene voglia di stare un po’ di più anche solo per guardare fuori.
Avevamo la mezza pensione, comoda soprattutto dopo giornate passate a camminare con i cani: tornare, farsi una doccia e trovare la cena già pronta è un piccolo lusso che su un viaggio così si apprezza doppiamente. L’hotel ha anche una piscina coperta (accessibile solo agli umani), utile nei momenti di pausa o se il tempo decide di complicarsi. Tra gli altri ospiti, quella settimana, anche alcune squadre giovanili di calcio in ritiro — segno che il Pohorje è una meta sportiva ben oltre il turismo di chi si muove con il cane.
Per Ciocia e Kiko abbiamo pagato un supplemento di circa 10 euro al giorno per entrambi, essendo considerati cani di piccola taglia. I cani erano ammessi nella zona colazione/cena esterna — un dettaglio che a chi viaggia con il cane fa sempre piacere sapere in anticipo, invece di scoprirlo (o non scoprirlo) la prima sera.
Cosa conta davvero, parlando con chi viaggia con il cane: l’hotel accetta cani ed essendo immerso nel verde, basta uscire dalla porta per trovarsi già nel bosco — nessuna macchina da prendere, nessuna strada da attraversare. Per chi viaggia con due cani, è esattamente il tipo di comodità che fa la differenza tra una vacanza rilassante e una vacanza logistica.
Il bosco e la chiesetta: le passeggiate di tutti i giorni
La vera scoperta del Pohorje, però, non è stata una singola gita ma la routine di tutti i giorni. Dall’hotel, a piedi, si raggiungono facilmente sia il bosco vero e proprio sia una piccola chiesetta bianca incastonata tra gli alberi — il tipo di posto che non troverete segnalato su nessuna guida, ma che diventa, giorno dopo giorno, il vostro punto fermo.
Le passeggiate quotidiane con Ciocia e Kiko sono diventate il rito della vacanza: corteccia sotto le zampe, ombra anche nelle ore più calde di agosto e quel silenzio interrotto solo da qualche scoiattolo o dal fruscio del vento tra i pini — abbastanza per far perdere la testa a Kiko, sempre prontissimo a segnalare a modo suo ogni minimo movimento.
Dall’hotel si raggiunge anche la stazione della cabinovia che scende verso Maribor: un’esperienza che Ciocia e Kiko hanno affrontato senza battere ciglio, sospesi a mezz’aria con la pianura slovena che si apre sotto le zampe. Vista pazzesca, per loro probabilmente solo un altro posto strano in cui stare fermi e fare i bravi.


La cascata Slap Skalca: la gita più bagnata della settimana
Non tutto, durante la settimana, era a portata di passeggiata. Per la cascata di Slap Skalca abbiamo preso la macchina — non è lontanissima dal Pohorje, ma vale comunque la pena organizzarsi come una piccola gita a parte.
È lì che Ciocia ha avuto probabilmente il suo momento più felice di tutto il viaggio. Lei e l’acqua hanno un rapporto speciale, e davanti alla cascata non ha avuto dubbi: dentro, senza pensarci due volte, tra le rocce e la corrente leggera ai bordi. Kiko, più cauto, ha preferito guardare dalla riva — ognuno ha il suo modo di godersi la natura.
Per chi viaggia con il cane, un consiglio pratico: il sentiero che porta alla cascata è ben segnalato, ma controllate sempre in anticipo se sono previste zone di balneazione vietate, perché in molte aree naturali protette della Slovenia il bagno (anche per i cani) non è permesso ovunque.



Maribor: una mezza giornata in città (e la lezione sui mezzi pubblici)
Dal Pohorje, scendere a Maribor è semplice — noi l’abbiamo fatto proprio con la cabinovia, scoprendo dall’alto la città prima ancora di metterci piede. Maribor è la seconda città della Slovenia, ma ha un’aria tranquilla, quasi da paese di provincia cresciuto bene: il Duomo in mattoni rossi con le sue due torri domina il centro, il fiume Drava scorre placido proprio sotto la città vecchia e la piazza principale con la sua colonna barocca è il punto perfetto per una pausa, magari su una panchina all’ombra.
Qui, però, è arrivata anche la nostra piccola lezione di viaggio: arrivati in città con la cabinovia, abbiamo scoperto un cartello che vietava l’accesso ai cani sugli autobus urbani, se non di piccola taglia e dentro il trasportino (o cani di servizio). Ciocia e Kiko, seppur piccoli, viaggiano sempre al guinzaglio — quindi niente bus per andare in città e siamo dovuti tornare a recuperare la macchina. Fastidioso sul momento, ma è proprio il genere di imprevisto che ti insegna a informarti meglio la volta dopo: se pensate di spostarvi nei centri città con i mezzi pubblici, verificate sempre in anticipo le regole specifiche del trasporto locale (come a Maribor gestito da Marprom), perché possono differire da quelle generali del paese.

La gitarella a Lubiana: tra il centro storico e Metelkova
Un giorno l’abbiamo dedicato del tutto a Lubiana — circa un’ora e tre quarti di auto dal Pohorje, abbastanza per renderla una gita a parte più che una tappa improvvisata. La capitale slovena è una delle città più dog-friendly che abbiamo visto: il centro storico, attraversato dal fiume Ljubljanica, si gira benissimo a piedi, tra ponti, palazzi color pastello e la grande chiesa francescana rosa che si affaccia su Prešernov trg, la piazza principale. Il castello, in alto sulla collina, si vede da quasi ovunque e dà alla città quel profilo che la rende subito riconoscibile.
Come quasi sempre in Slovenia, i cani non potevano entrare nelle chiese o nei musei — ma il bello di Lubiana è che tra ponti, lungofiume e piazze c’è già moltissimo da vedere restando all’aperto.



Ma la parte di Lubiana che ci è rimasta più nel cuore non è quella delle cartoline. È Metelkova, il quartiere alternativo nato da un’ex caserma militare occupata e trasformata, negli anni, in un centro sociale e artistico a cielo aperto: murales ovunque, sculture improvvisate con materiali di recupero, un ragno gigante di metallo, un totem di legno scolpito, persino scarpe vecchie appese a un filo della luce — il classico segno distintivo di questi luoghi underground in giro per l’Europa.
Girare Metelkova con i cani al guinzaglio, tra i colori e le scritte sui muri, è stata un’esperienza diversa da tutto il resto del viaggio: meno “vacanza in montagna”, più scoperta urbana fuori dagli schemi. Di giorno il quartiere è tranquillo, quasi silenzioso — sappiamo che si anima soprattutto di sera, tra locali e concerti, ma anche così, alla luce del sole, resta uno dei posti più sorprendenti che abbiamo visto in Slovenia. Ne parleremo più nel dettaglio in un prossimo articolo dedicato solo a Lubiana — perché questa città, da sola, merita ben più di un piccolo paragrafo.



Cosa sapere prima di partire
Per portare il cane in Slovenia dall’Italia non serve altro che il passaporto europeo per animali da compagnia, con microchip e vaccinazione antirabbica in corso di validità — la Slovenia fa parte dell’Unione Europea, quindi nessun documento aggiuntivo complicato.
Una volta sul posto, le regole generali sono semplici: guinzaglio quasi ovunque, museruola richiesta sui mezzi pubblici (con le eccezioni di taglia che abbiamo scoperto a nostre spese a Maribor), accesso libero a gran parte di bar e ristoranti con tavolini all’aperto, ma niente cani in chiese, musei e supermercati, salvo eccezioni specifiche. Mi raccomando: portare sempre con sé i sacchetti per i bisogni; la Slovenia è un paese molto attento alla pulizia degli spazi pubblici e si nota.
Cosa portare in valigia
Per una settimana tra bosco, montagna e qualche gita in città, l’equipaggiamento è semplice ma alcune cose fanno davvero la differenza: guinzagli robusti, museruola (anche se non vi servirà spesso, meglio averla a portata di mano per i mezzi pubblici o le emergenze), una buona scorta di sacchetti igienici e qualcosa per asciugare zampe e pelo dopo le immersioni non programmate — Ciocia, in questo, non lascia scampo.
Se volete vedere cosa portiamo sempre noi in valigia per Ciocia e Kiko, abbiamo raccolto tutto nella pagina dedicata alla valigia di Ciocia e Kiko, con i prodotti che usiamo davvero, viaggio dopo viaggio.
Cosa ci portiamo a casa
Tornando a casa, quello che ci portiamo dietro del Pohorje non sono tanto le foto da Lubiana o le facciate barocche di Maribor — sono le sere in camera con la finestra aperta sul bosco, le zampe di Ciocia ancora bagnate dalla cascata, Kiko che dopo una giornata intera di camminate dorme finalmente in silenzio. È stato il viaggio che ci ha insegnato che non serve sempre una meta da cartolina per sentirsi davvero in vacanza: a volte basta un bosco, una chiesetta senza nome e una settimana senza programma fisso.
Se anche voi state pensando a una vacanza in montagna con il cane, lontano dai posti già visti da tutti, il Pohorje merita un posto nella lista.




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