C’erano giorni, durante la settimana a Pohorje, in cui la montagna ci bastava.
Le passeggiate con Ciocia e Kiko tra gli abeti, il silenzio, l’aria di agosto che a quell’altitudine si respira diversa. Ma un mattino abbiamo guardato la cartina e ci siamo detti: siamo a un’ora e quarantacinque dalla capitale slovena, come facciamo a non fare una gita proprio a Lubiana con il cane?

Così, con le zampe pronte e il guinzaglio in mano, abbiamo lasciato per un giorno il verde del Pohorje per scoprire quella città. Non sapevamo bene cosa aspettarci — Lubiana è uno di quei posti che in Italia si nomina poco, quasi sottovoce, eppure basta il primo scorcio sul fiume Ljubljanica per capire perché chi ci è stato non smette più di consigliarla.
Non era un viaggio, era una gita, ma è bastata una giornata per capire che Lubiana meriterebbe molto più di un giorno solo.
Lubiana è davvero dog-friendly?
Sì, lo è più di quanto ci aspettassimo: il centro storico si gira quasi interamente a piedi — pedonale, tranquillo, senza il traffico che a volte rende difficile portare un cane in una capitale europea. Ciocia e Kiko hanno passeggiato lungo il fiume, tra i ponti e i vicoli, senza mai sentirsi fuori posto.
Detto questo, qualche regola va rispettata: i cani non entrano nelle chiese né nei musei — restano fuori ad aspettare, di solito all’ombra o vicino all’ingresso, mentre ci si alterna per la visita. Nei parchi e nelle zone centrali va sempre tenuto il guinzaglio.
Se arrivate in treno, sappiate che le Ferrovie Slovene hanno regole precise in base alla taglia del cane — ve le spieghiamo più avanti, nella sezione su come arrivare.
In generale: Lubiana è una città che non esclude i cani e, per chi viaggia con gli amici a 4 zampe, è già moltissimo.
Il centro storico
Nel primo articolo vi avevamo già raccontato il profilo di Lubiana visto da fuori — il fiume, i ponti, il castello sulla collina. Qui vogliamo raccontarvi com’è viverlo a passo di cane.

Il Triplo Ponte è il punto in cui la città si mostra più fotogenica: tre passerelle affiancate che convergono su Prešernov trg, con la balaustra di pietra chiara che scotta al sole d’agosto. Da lì si scende naturalmente verso il lungofiume, dove i ristoranti allineano i tavolini a pochi centimetri dall’acqua e i battelli turistici scivolano lenti sotto gli alberi. Ciocia e Kiko hanno passeggiato lì per un’ora buona senza mai perdere interesse: ogni scalino, ogni angolo di marciapiede acciottolato era un nuovo odore da investigare.

Alla chiesa francescana, come previsto, siamo dovuti restare fuori a turno — uno di noi visitava l’interno, l’altro aspettava sui gradini con i cani, all’ombra del porticato. È stata l’unica vera pausa forzata della giornata: per il resto Lubiana si visita quasi interamente restando all’aperto, ed è proprio questo a renderla comoda per chi viaggia con gli amici a 4 zampe.

Il castello, lo avevamo già accennato, l’abbiamo ammirato solo da lontano — la salita l’abbiamo lasciata per una prossima volta. Quello che ci ha colpito di più, ripensandoci, è quanto il centro di Lubiana sia accogliente verso i cani: marciapiedi larghi, pochissime auto, nessuna fretta nell’aria.
Metelkova: il quartiere che nessuno ti racconta
Ve lo avevamo promesso: Metelkova meritava un capitolo tutto suo, ed eccolo.

Se cercate “Lubiana con il cane” su qualsiasi guida di viaggio italiana, difficilmente troverete Metelkova. Eppure per noi è stata la scoperta più sorprendente della giornata.
Il quartiere occupa gli edifici di un’ex caserma — prima austro-ungarica, poi dell’esercito jugoslavo — abbandonata nel 1991 con l’indipendenza della Slovenia. Due anni dopo, nel settembre 1993, circa duecento tra artisti e attivisti occuparono gli spazi per impedirne la demolizione: da quell’atto è nato il centro sociale autogestito che si visita oggi, uno dei più longevi e conosciuti d’Europa.

Quello che le foto non rendono fino in fondo è il silenzio. Ci aspettavamo colore e rumore, e invece di giorno Metelkova è quasi sospesa: nessun locale aperto, nessuna musica, solo i muri dipinti a raccontare decenni di storia alternativa slovena mentre passeggi con il guinzaglio in mano.

In un cortile interno, tra edera e cemento, spunta una struttura a otto zampe fatta di ferro riciclato che sembra osservare chi passa; poco più in là, una colonna di legno scolpita con tre volti sovrapposti fa capolino tra gli alberi, e in alto, tesa tra due edifici, una fila di scarpe dimenticate dondola nel vento.



Il contrasto è quello che ci è rimasto più impresso: sapere che la sera lo stesso posto si riempie di concerti e vita notturna, mentre noi lo abbiamo attraversato in un’anteprima silenziosa, due cani al guinzaglio in un luogo pensato per tutt’altro tipo di visitatori.
Se avete più tempo a disposizione a Lubiana, tornateci anche di sera — noi non l’abbiamo fatto, ma resta un buon motivo per pensare a un prossimo viaggio.
Cosa sapere prima di andarci con il cane
Qualche accorgimento pratico, utile prima di partire:
- il guinzaglio è obbligatorio ovunque negli spazi pubblici — lo prevede la legge slovena sulla protezione degli animali, valida su tutto il territorio nazionale. Non aspettatevi quindi aree libere nel centro di Lubiana: meglio mettere in conto il guinzaglio per l’intera giornata.
- la museruola, invece, non è richiesta per tutti i cani in giro per la città — la legge la impone solo ai cani classificati come pericolosi (ossia cani che hanno morso altri cani o persone in precedenza). L’unico caso in cui vi servirà davvero è se pensate di spostarvi in treno: le Ferrovie Slovene la richiedono per i cani di taglia superiore ai 30 cm, come vedremo nella sezione successiva. Per questo, anche solo per prudenza, consigliamo comunque di averla sempre con voi in viaggio.
- infine, portate sempre sacchetti per i bisogni: è buona norma di rispetto per gli spazi pubblici in tutta la Slovenia.
Come raggiungere Lubiana
Noi ci siamo arrivati in auto, partendo da Pohorje/Hotel Bolfenk: poco meno di due ore di strada, comode anche con due cani a bordo.
Il centro storico di Lubiana è chiuso al traffico, quindi bisogna mettere in conto di cercare un parcheggio in albergo (se decidete di soggiornare in città) o nelle zone limitrofe. Noi abbiamo lasciato l’auto vicino a Križanke, il suggestivo teatro estivo a due passi dal centro — comodo per raggiungere a piedi in pochi minuti sia il lungofiume che Prešernov trg. Altre opzioni pratiche sono, per esempio, il garage di Kongresni trg, aperto 24 ore su 24 o il parcheggio NUK, vicino a musei e castello. Se capitate di domenica o in un giorno festivo, il parcheggio su strada in città è gratuito; il sabato lo è dalle 15:00 in poi.
Per Metelkova, invece, abbiamo parcheggiato direttamente su Maistrova Ulica, la strada che costeggia il quartiere: parcheggio gratuito su strada, essendo fuori dalla zona centrale. Un dettaglio utile da sapere prima di arrivare.
Un’ultima cosa se guidate in Slovenia: è obbligatoria la vignetta autostradale elettronica per circolare su autostrade e superstrade — si acquista facilmente online prima di partire o ai distributori di benzina al confine.
Se preferite il treno, Lubiana è ben collegata anche dall’Italia. Da Trieste c’è un collegamento diretto sulla storica Ferrovia Meridionale, con un tempo di percorrenza di circa 3 ore; da Milano si arriva con un cambio, in circa 8 ore di viaggio.
Chi si sposta con un cane di taglia grande (oltre 30 cm) deve sapere che le Ferrovie Slovene richiedono museruola, guinzaglio corto, e permettono al cane di stare solo a terra; il biglietto costa il 50% della tariffa di seconda classe, e i cani grandi non sono ammessi sui treni ICS (Intercity Slovenia). I cani piccoli in trasportino o tenuti in braccio viaggiano gratis. Prima di partire, vi consigliamo di verificare sempre orari e prezzi aggiornati su slovenianrailways.si o Trainline, perché possono cambiare nel tempo.
Cosa ci portiamo a casa

Lubiana non era il motivo per cui eravamo in Slovenia — era solo una gita, un giorno rubato al verde del Pohorje. Eppure è una di quelle tappe che, ripensandoci, meriterebbe di essere il centro di un viaggio a sé.
Ci portiamo a casa il fiume che scorre placido sotto i ponti, la facciata rosa della chiesa francescana e soprattutto quel senso di scoperta improvvisa che solo Metelkova sa dare: un quartiere che non ti aspetti, silenzioso di giorno e che racconta una storia di resistenza e creatività che va oltre l’arte sui muri.
Ci portiamo a casa anche la sensazione, con Ciocia e Kiko al guinzaglio tra i vicoli acciottolati, che Lubiana sia una capitale a misura di chi viaggia con i propri cani: piccola abbastanza da girarla in un giorno, grande abbastanza da lasciarti con la voglia di tornare.
Domanda ai lettori
E voi, siete mai stati a Lubiana con il vostro cane?
Raccontateci nei commenti la vostra tappa preferita e se Metelkova vi ha sorpreso quanto ha sorpreso noi.
Chissà, se l’interesse sarà tanto, potremmo dedicarle presto un articolo tutto suo, più approfondito.


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